Racconti dal Faerun

Una piccola grande avventura

Harester · 20/12/2025, 23:19:48

Joy Luckysteps fissava il vuoto con l’aria assorta di chi, a ben vedere, stava pensando a qualcosa di estremamente serio: ma quanto era stato vicino a diventare un vignaio?

I filari di Gullykin gli tornavano alla mente ogni tanto, come un cattivo sogno che profumava di terra secca e sudore. Ore piegato in due, forbici in mano, a potare piante che non avevano nulla di sbagliato se non l’essere noiosamente immobili. L’idea di una vita così ordinata gli dava ancora i brividi, costretto agli stessi sformatini alle ciliege della zia... Lavorare la stessa terra, vedere le stesse 4 stagioni tutti gli anni sempre uguali, parlare sempre con le stesse persone; simpatiche eh, la sua famiglia era brava gente, gente calda… ma no, grazie.

Joy si riscosse con sorriso soddisfatto. Lui era un avventuriero, adesso. O almeno, questo era ciò che raccontava a se stesso con grande convinzione ricordando di come non era diventato cibo per goblin arrivando in citta'.

Certo, se qualcuno avesse chiesto quali imprese eroiche avesse compiuto, probabilmente Joy avrebbe cambiato discorso. Ma l’importante era il potenziale. Il vento di Shaundakul non aveva mica specificato quando sarebbero arrivate le grandi avventure.

Il porto di Baldur’s Gate era tutt’altro che silenzioso, e aiutava a tenere lontani pensieri troppo nostalgici. L’aria sapeva di sale, pesce e legno bagnato; un miscuglio così intenso che Joy era convinto si potesse quasi masticare. Gabbiani litigiosi stridevano sopra le teste dei passanti, sganciando bombe biancastre in cerca di un capo sfortunato, mentre marinai urlavano ordini che nessuno sembrava ascoltare davvero. Dai cantieri vicini arrivava il ritmo sordo dei martelli sul fasciame delle navi, un battito costante che sembrava il cuore stesso della città.

Joy si staccò finalmente dalla contemplazione del nulla e si avviò verso una delle sue tappe preferite: il pescatore del molo est, quello col viso cotto dal sole e la pancetta da consumatore di lardo e birra. L’uomo era intento a girare del pesce fritto in una padella annerita, mentre una piccola folla di clienti affamati aspettava il proprio turno.

«Buongiorno, buongiornissimo!» disse Joy con entusiasmo. Fece un passo avanti. «Pescato una balena oggi?»

Il pescatore alzò gli occhi al cielo senza nemmeno guardarlo. «Ancora tu, hin. Ti ho già detto che quando parli spaventi i pesci. Anche quelli che ho già pescato.»

«Oh, su, non essere così negativo. I pesci devono abituarsi alla voce dell’avventura!» replicò Joy con un sorriso disarmante.

Mentre parlava, le sue dita lavoravano con la naturalezza di chi aveva imparato l’arte nei vicoli di Baldur’s Gate, cosa che effettivamente, era successa. Un movimento fluido, quasi affettuoso, e cinque monete di rame lasciarono la borsa del pescatore per trovare una nuova casa nel palmo di Joy. Nessuno dei due sembrò notarlo.

«Dammi un pesce bello grosso» disse Joy subito dopo, appoggiandosi al banco. «Oggi mi sento affamato quanto un ogre!»

Il pescatore borbottò qualcosa di poco lusinghiero sugli hin e gli avventurieri improvvisati, poi gli porse un cartoccio unto e fumante. Joy pagò, prese il pesce e, dopo aver pagato il dovuto, lasciò cadere sul banco cinque monete di rame.

«Tieni» disse. «Mancia.»

Il pescatore lo fissò, confuso. «…Ma sono le mie.»

Joy inclinò la testa, riflettendo. «Sì, ma ora sono tornate da te con un viaggio interessante alle spalle. Le monete apprezzano questo genere di cose, ti porteranno fortuna vedrai!»

Per un istante l’uomo sembrò sul punto di ribattere, poi scosse la testa e tornò al suo lavoro. «Sparisci, prima che cambi idea.»

Joy non se lo fece ripetere. Addentò il pesce con gusto e si allontanò lungo il molo, lasciandosi alle spalle il vociare del mercato. Davanti a lui, Baldur’s Gate si apriva in un dedalo di strade affollate, promesse non mantenute e opportunità decisamente discutibili. Navi mercantili entravano ed uscivano dal porto, cariche di merci e storie, e Joy sentì quel familiare fremito allo stomaco.

Forse non aveva ancora fatto nulla di veramente eroico. Forse il suo nome non era inciso su nessuna taverna o ballata, forse... Ma da qualche parte là fuori c’era sicuramente un’avventura che aspettava proprio lui.

Con il cartoccio vuoto sotto braccio e un sorriso fiducioso, Joy Luckysteps si incamminò tra le strade di Baldur’s Gate.
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