Racconti dal Faerun

Sussurrando Storie, lungo la Strada per Candlekeep

Bertrand Ashford · 28/3/2025, 18:18:33

colonna sonora consigliata:



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*Anno 1368, mese di Ches. Locanda il Canto dell'Elfa, Baldur's Gate.*

Una candela accesa illuminava appena la stanza della locanda dove si trovava il sacerdote.

Immerso tra le ombre, tanto fisicamente quanto mentalmente, Bertrand cercava di riordinare i suoi appunti per capire qualcosa di quanto stava accadendo, abbandonandosi a frequenti preghiere a Deneir, nella speranza che la divinità lo illuminasse con la sua saggezza.

Purtroppo, ciò non lo aveva portato per il momento a risultati tangibili, e in mancanza di fede e autocontrollo, sarebbe stato ragionevolmente portato a sostituire le preghiere con imprecazioni altrettanto fervide e assai creative.

La sorte della carovana del Trono di Ferro, il suo dubbio carico, il rapimento delle driadi, la sparizione dei tre tomi di alchimia dalla biblioteca di Baldur's Gate e chissà quali altre questioni, sembravano accumularsi come capitoli di un unico, cupo libro dalle pagine scritte col sangue, dall'autore e dal titolo ancora ignoto, in cui lui e altri erano ormai attori non sempre volontari.

Carlita Sanshia, sacerdotessa di una dea scomparsa, colei che aveva commissionato il recupero di una carovana assalita, ora attendeva con impazienza il recupero di tomi rubati; quella donna sembrava non poter fare a meno di essere invischiata in questioni che richiamassero la perdita di qualcosa, enigmi o eventi passibili unicamente di deprimere l'animo umano, o almeno, il suo.

Inoltre, sebbene la speranza che il viaggio verso l'amata Candlekeep potesse portare luce su quell'agglomerato di ombre che erano gli ultimi accadimenti lo rincuorasse, e sebbene la fede nella sua missione di dover riparare al danno inferto alla conoscenza dall'egoistico furto gli desse forza interiore, la responsabilità che si era preso nel custodire l'ingente somma necessaria ad ottenere le copie dei tomi, gli pesava come se avesse ingoiato ogni singola moneta di platino del malloppo e ora dovesse digerirla.

Ma, meraviglia, dove la speranza e il senso del dovere non bastavano a fugare del tutto i timori, qualcosa di inaspettato aveva incrociato il suo cammino.

Storie.

Storie a volte simili, e a volte per niente.

Storie da scrivere, Storie da leggere.

Storie di persone.

Forse, storie di amici, o forse no...

...ma sempre la Storie della Costa della Spada, unite come tanti Sussurri, parti di un racconto più grande.

E supplicava Deneir, il Signore dei Glifi, che le proteggesse, perché un giorno qualcuno potesse leggerle, e leggere quel Grande Racconto ad alta voce.


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Edited by Bertrand Ashford - 28/3/2025, 19:22

Renekton90 · 28/3/2025, 18:37:52

Che seccatura, davvero. Mi sono trovato invischiato in questo groviglio per puro caso. Un uomo, capace di sbaragliare intere bande criminali e rapire driadi, incrocia improvvisamente la mia strada, trascinandomi in un affare ben oltre le mie tranquille aspettative.

Quanto vorrei dormire sonni tranquilli e far finta di non aver sentito nulla, ma il destino – o forse la cattiveria degli dei – ha deciso diversamente. Il lettore, quell'influente compagno di avventure, sembra essersi messo su una strada rotta, una via piena di insidie che non promette altro che guai. E io, povero scemo, mi ritrovo a seguirlo.

Lasciarlo andare da solo? Sarebbe un invito a ulteriori notti insonni, contorte in ansie e preoccupazioni. Così, con rassegnata ironia, mi tocca scortarlo. Ho già disposto che i miei migliori destrieri, cavalli veloci e affidabili, siano pronti a portarci lontano, a sfuggire a occhi indiscreti e a ombre minacciose che potrebbero seguirci.


E poi c'è quel misterioso bottino: non ho idea di cosa possa valere davvero cento platini in una biblioteca, ma custodire una somma così imponente in tempi come questi è tanto rischioso quanto sconcertante. Senza contare che, sebbene nessuno attualmente abbia le calcagne sulle nostre spalle, pare che qualcuno ci spi ancora dall'oscurità.

Spero, almeno, che Candlekeep non si riveli solo il rifugio dei cantori e degli studiosi, ma un luogo in cui anche le osterie e i bordelli possano offrire un riparo caldo e sicuro per chi, come me, deve affrontare un viaggio costellato di enigmi e pericoli. Chissà, forse in quel labirinto di libri e misteri, tra sussurri di antichi segreti, troveremo un angolo di pace in cui ristorarci prima di affrontare il prossimo capitolo di questa impresa.

Marianne Liverto · 1/4/2025, 22:01:19

La sera era appena giunta. Marianne aveva distribuito delle maschere ai compagni, nel caso si fosse presentata la necessità di celare la loro identità.

In giro avevano fatto sapere di aver programmato il viaggio verso Candlekeep per una settimana e mezza più tardi, ma in realtà erano partiti in anticipo, senza avvisare nessuno al di fuori del gruppo che li avrebbe accompagnati.

Arrivarono alle stalle per recuperare i cavalli che Kessie aveva procurato loro. Il gruppo era numeroso, il che le dava un certo senso di sicurezza, ma questa svanì non appena vide i compagni tentare di montare in sella: molti di loro, lei compresa, sembravano del tutto incapaci di superare anche quel primo ostacolo.

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Con un groppo in gola, si mise a cavalcare, grata che i cavalli fossero ben addestrati e abituati a seguire gli altri. Il gruppo decise di prendere una strada alternativa lungo la costa.

Era trascorsa appena un'ora di viaggio quando sorse il primo problema: Talmos era introvabile!

“Spero non l'abbiano rapito... o peggio, mentre eravamo distratti!”

Si guardarono attorno, ma del giovane non vi era traccia. Marianne iniziava a temere il peggio, finché, sudato e affannato, non apparve all'orizzonte.

Li fissò con un'espressione cupa: “Potevate aspettarmi”, disse, deluso.

A quanto pare, aveva detto a qualcuno di voler recuperare un oggetto utile, ma nessuno lo aveva atteso. Marianne non aveva nemmeno sentito, ma si affrettò a scusarsi, poi gli chiese di cosa si trattasse.

Era una mappa. Rincuorati dalla sua presenza, si raccolsero attorno alla pergamena e pianificarono le prossime mosse.

Avrebbero continuato lungo i sentieri costieri, evitando il Braccio Amico. Il viaggio sarebbe stato sicuramente più scomodo, ma non potevano rischiare di essere notati da qualche spia nascosta tra gli avventori della locanda. Sarebbe stato compito di Kessie trovare un luogo adatto per l'accampamento.

Scese la notte, e in lontananza potevano scorgere la sagoma della locanda-fortezza. Il freddo si faceva più pungente e la stanchezza aumentava. Trovarono uno spiazzo vicino alla spiaggia e cercarono di organizzarsi.

Fu un disastro. Nessuno sapeva come montare la tenda, e alla fine si ritrovarono costretti ad accalcarsi attorno al fuoco per non congelare.

Avvolti nei loro sacchi a pelo, passarono una delle notti peggiori della loro vita, ad eccezione di Kessie, che sembrava essere abituato a simili disagi.

Il mattino seguente, Marianne si alzò di malavoglia. Il naso le colava, la schiena le doleva per il freddo e la scomodità, e in più aveva il sedere indolenzito per la lunga cavalcata e la sua totale inesperienza in sella.

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Almeno, con un po' di fortuna, sarebbero arrivati a Candlekeep in giornata e avrebbero finalmente potuto riposare nella locanda annessa.

Ripresero il viaggio senza particolari intoppi, salvo un paio di goblin sfortunati che non si erano resi conto di trovarsi di fronte a dieci cavalieri.

Salirono l'altura che conduceva alla fortezza di Candlekeep poco prima del tramonto. Il luogo sembrava decisamente ben protetto.

“Ci tengono davvero ai loro libri, qui”, pensò Marianne.

Padre Bertrand si presentò a una delle guardie all'ingresso dell'edificio centrale che ospitava la biblioteca. Dopo i convenevoli, il gruppo poté finalmente cercare un alloggio, il cui pensiero li aveva sostenuti durante la notte all'addiaccio.

Marianne si sentì sollevata. Erano a metà dell'opera: l'indomani avrebbero avuto accesso ai libri che cercavano e avrebbe finalmente potuto scoprire cosa contenessero di tanto importante.

Raggiunsero la locanda e, dopo qualche chiacchiera attorno al fuoco, uno dopo l'altro i compagni si ritirarono nelle loro stanze.

Presto avrebbero scoperto se erano riusciti davvero a ingannare chi li spiava nei giorni precedenti... o se qualcuno li stava già aspettando al varco.



Edited by Marianne Liverto - 8/6/2025, 02:01

Renekton90 · 3/4/2025, 10:36:20

Non ci posso credere, ancora una volta mi ritrovo a rincorrere le parole di un vecchio saggio. Gorion, l’anziano di Candlekeep, ci aveva rivelato una delle profezie di Alaundo: il furto dei libri alla biblioteca di Baldur’s Gate sarebbe legato, in qualche modo, al culto di Bhaal. A dire il vero, non gli credevo: le sue parole erano volatili, prive di prove concrete, e il mistero sembrava avvolgersi in fumo e menzogne.

Ma poi, quasi per capriccio del destino, Gorion ci affidò un’altra “sciocchezza” – come lui stesso la definì – una richiesta apparentemente banale: indagare sulla carovana di ferro in ritardo da Naskell. Non so spiegarmi perché ho accettato di aiutare senza pensarci troppo; forse sono troppo buono, o forse semplicemente non so come liberarmi da queste trame che mi trascinano, nonostante la mia volontà di vivere in pace, mi ritrovo una seccatura dietro l'altra.

La strada ci ha condotti presto alla carovana. La scena che ci ha accolto era orribile: uno dei carovaniere giaceva a terra, la gabbia toracica aperta come un macabro scrigno, e il suo cuore era stato strappato via. Mentre alcuni dei compagni, tremanti, cercavano di ignorare il brutto spettacolo – dopotutto, eravamo qui solo per recuperare il ferro – io provavo una rabbia che mi bruciava dentro. Non è giusto che si compiano tali atrocità, eppure il silenzio degli innocenti grida vendetta.

Seguendo le tracce di sangue che si addentravano nella foresta, ho scoperto che i colpevoli non erano comuni briganti, ma pazzi fanatici di Bhaal. Li ho visti banchettare col cuore umano, in una scena riprorevole, organizzata come se fosse parte di un rituale oscuro. Ogni dettaglio sembrava orchestrato, come se il destino avesse scritto questa pagina di dolore con una freddezza inumana.

E così, mentre mi domando come tutto questo possa essere collegato a "lo Spinato" – quell'ombra che sembra sempre insinuarsi nei nostri destini – non posso fare a meno di ripensare alle parole di Gorion. Come faceva a sapere che in una richiesta, apparentemente insignificante, si sarebbero celate le risposte che cercavamo?

Non mi piace affidarmi ciecamente alle profezie, alle parole di vecchi saggi intrisi di mistero. Domanderò a Gorion risposte più sensate, perché la mia fede, già messa a dura prova da queste vicende, non può più contare solo su sussurri e voci.

Il cammino verso Candlekeep si fa sempre più oscuro, e io, Kessi Falware, mi preparo a proseguire, con il cuore colmo di domande e la mente in tempesta.

— Kessi Falware, mentre affronto la notte con la speranza di trovare, in qualche luogo, la luce che spezza le tenebre.

Fellone · 3/4/2025, 11:13:01

Si era acceso bene. Così bene che aveva dimenticato la noia abissale provata entro le monotone mura di Candlekeep.

Era nuovamente diretto lì, ma il pensiero della carneficina lo teneva vivo, attivo, pieno d'energia. Ogni tanto, i suoi compagni di viaggio potevano notare i suoi muscoli irrigidirsi di colpo, oppure il suo volto assumere espressioni d'ira, miste a compiacimento.

La scimitarra che sferza, il sangue che cola a fiotti, gli arti che volano. Tutto ciò lo distoglieva dagli orrori che, a dire il vero, degnò a malapena di uno sguardo. Era una scena cruenta, ma a differenza dei suoi compagni sapeva bene di cosa si trattasse: un semplice atto di dominazione. I potenti che cercano la ricchezza dominano i più deboli e ne fanno loro schiavi, per soddisfare la propria avidità. Allo stesso modo, quelli assetati di sangue ne fanno carne da macello, da martoriare, cannibalizzare; a questa categoria appartengono le ultime vittime della sua ira incontrollabile.

Non vi era stato alcun desiderio di giustizia, nella furia che lo animava. Era stata fine a sé stessa, la conseguenza del fuoco indomabile che gli brucia da sempre nel sangue.

A pensarci bene, non era tanto diverso da coloro che aveva ammazzato. Non che questo lo faccia sentire in colpa.

Ora non resta che riscuotere la gemma promessa da Gorion: un rubino, degno di un pascià.

Kralizec · 3/4/2025, 14:43:04

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Sono giunto a Candlekeep da poco tempo, ma la vicinanza con Beregost mi ha spinto a concedermi un breve viaggio.
Non tornavo a casa da tempo, e l'idea di rivedere i miei genitori, anche solo per poche ore, mi ha fatto percorrere la strada con un'inaspettata leggerezza.
Ma non sono qui solo per nostalgia. Ho bisogno di informazioni sul guerriero in armatura nera di spine, una possibile minaccia per me e i miei compagni a Candlekeep.

Varcata la soglia del "Mago Rovente", il profumo di spezie e legna bruciata mi ha avvolto, riportandomi indietro agli anni della mia infanzia.

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Mia madre, Katrina , ha spalancato gli occhi e, lasciando cadere un piatto, mi ha abbracciato forte.
Mio padre, Terrence , è arrivato subito dopo, più contenuto ma con lo sguardo carico di affetto.

"Talmos! Non ci avevi scritto nulla!"

"Volevo farvi una sorpresa," ho risposto con un sorriso. E con una certa maestria, li ho rassicurati sulla mia presenza:
"Nulla di straordinario, solo molto studio e qualche progresso nei miei incantesimi a Baldur's Gate. Speravo di trovare qualche pergamena dal signor Thalantyr..."

Non ho detto loro nulla del vero motivo per cui mi trovo qui. Meglio che restino al sicuro, ignari del pericolo.

Samael, l'oste dalla barba ispida, mi ha accolto con un cenno e poco dopo avevo davanti un pasto abbondante.
Ho gustato la zuppa, sorseggiato una birra scura e ascoltato i discorsi intorno a me, cercando di captare qualcosa di utile.
Beregost è una città di passaggio, un luogo dove le voci corrono rapide e le informazioni preziose si celano tra chiacchiere apparentemente insignificanti.

Quando infine ho affondato la forchetta in un pezzo della torta di mele di mia madre, una conversazione ha attirato la mia attenzione.
Le parole si sono insinuate tra i brusii, facendomi tendere l'orecchio. Ho posato lentamente la forchetta, la dolcezza della torta dimenticata sulle mie labbra.

Il cuore ha iniziato a battermi più forte.

*Forse ho trovato qualcosa di utile...*
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Edited by Kralizec - 3/4/2025, 22:14

Admin Fenice · 3/4/2025, 16:33:50



Nel cuore di Candlekeep, mentre il crepuscolo calava lento sulle alte mura della cittadella del sapere, Gorion stava concludendo una delle sue lezioni settimanali sulle trasmutazioni divine. La sua voce riecheggiava tra gli scaffali, fluida e pacata, mentre illustrava le complesse ramificazioni del potere che unisce il corpo mortale all’essenza cosmica.

Al termine, congedati gli allievi, si ritirò nel suo studio per riorganizzare gli appunti. Fu allora che alcuni avventurieri, appena giunti alla cittadella, gli si avvicinarono. Sporchi di strada, col volto segnato da stanchezza e premura, presentarono una richiesta semplice: ottenere delle copie di alcuni volumi che mancavano alla biblioteca di Baldur’s Gate.

Furono molti gli argomenti di conversazione in quanto quei ragazzi non sapevano che nella loro richiesta c'era l'ultimo elemento che serviva per far si che una profezia di Alaundo si concretizzasse.

Gli avventurieri, dopo molte domande e ancor più confusione, offrirono in pagamento uno scrigno di legno scuro, finemente lavorato. Gorion lo aprì davanti a loro, come d’abitudine, per valutarne il contenuto.

Tra le monete di platino ben disposte, i suoi occhi furono immediatamente catturati da qualcosa che non doveva trovarsi lì: una pergamena arrotolata, sigillata con ceralacca rossa. Su di essa, il simbolo inciso era inequivocabile — una pipa intrecciata tra spighe di grano.

Il cuore di Gorion mancò un battito. La mano, che fino a un attimo prima si muoveva con la calma del bibliotecario, si fermò di colpo. Il tempo sembrò sospendersi. Quella non era una coincidenza. Quella lettera non era frutto del caso.

Senza una parola, chiuse lo scrigno con uno scatto secco e si voltò. Lasciò gli avventurieri interdetti nella sala, ignorando le domande e i sussurri. Salì rapidamente le scale che portavano alla sua cella, il passo sempre più urgente, le dita strette sul sigillo ancora intatto.

Una volta solo, alla luce tremula delle candele, spezzò la ceralacca. Riconobbe subito la scrittura.

“Il segno è completo. Un altro portatore del sangue si è destato... e ha cominciato la caccia. Il tuo pupillo è in pericolo. Non c’è più tempo.”

Il respiro gli si fece corto. Abdel. Il ragazzo che aveva cresciuto come figlio. Il bambino salvato tanto tempo prima dai cultisti di Bhaal. Le parole della Profezia di Alaundo, che aveva letto e riletto per decenni, prendevano ora la forma della realtà.

Doveva agire. E doveva farlo subito.

Per ore non disse nulla a nessuno. Si sedette in silenzio, lasciando che la consapevolezza affondasse. I dubbi erano tanti: e se stava interpretando male il messaggio? E se, nel tentativo di proteggerlo, avesse esposto Abdel a un destino ancora peggiore?

Ma la minaccia era chiara. Qualcuno con il medesimo sangue stava cacciando. E Candlekeep, per quanto sicura, non era più un rifugio.

Quella notte, svegliò Abdel. Il ragazzo aprì gli occhi, confuso, ancora immerso nei sogni.

«Dobbiamo andare via. Adesso. Fidati di me.»

Partirono sotto la copertura della notte, lasciandosi alle spalle i corridoi familiari, le biblioteche e le promesse di una vita tranquilla. Camminarono a lungo, Gorion in silenzio, lo sguardo fisso all’orizzonte, come se potesse scorgerlo: l’altro. Il predatore.

Quando giunse l’imboscata, Gorion lo capì subito. Le figure che emersero dalla nebbia non cercavano denaro. Cercavano sangue.

Al centro del gruppo, una presenza minacciosa, muta, con occhi che sembravano aver visto il fondo stesso dell’Abisso.

«Corri!» gridò Gorion ad Abdel, mentre il suo corpo già si caricava d’energia arcana. «Non guardarti indietro!»

Scatenò la magia come mai prima. Tempeste d’energia, fuoco e luce divini. Ogni incantesimo era un grido disperato. Un atto d’amore.

Ma non fu abbastanza.

Cadde sotto i colpi, tra le ombre degli alberi, senza che il nemico pronunciasse mai una parola.

E Abdel, nascosto nel sottobosco, vide tutto. Vide il sacrificio. E con esso, comprese che la sua vita non gli apparteneva più. Ora portava sulle spalle la volontà di un padre... e il peso di una profezia.

Pensava di essere l'unico con quel peso addosso...del resto...chi è che non fa errori di valutazione?

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Claupx · 3/4/2025, 22:23:49

~Introduzione~

Di ritorno da una mattinata di pesca, Amber si imbattè negli occhi preoccupati della sorella Meredith, che insieme ad un gruppo di altre persone, volti già visti, sembravano intenti a pianificare un viaggio. Con aria stanca ma preoccupata si unì a loro, scoprendo che non era un viaggio di esplorazione o piacere ma si trattava di qualcosa di più serio.
In effetti qualche sera prima aveva udito nel vociare caotico della locanda Canto dell'Elfa notizie riguardo ad assalti lungo la via carovaniera tendente verso Sud. Non aveva l'aria di essere una delle note situazioni di bande criminali ma sembrava esservi la ricetta per qualcosa di più intricato e forse pericoloso.
Non servì molto a convincere la donna, se sul suo cammino era giunta una simil situazione non poteva tirarsi indietro dal dare il suo contributo, questo era almeno il modo in cui Amber affrontava ogni cosa, forse talvolta spinta più all'azione che alla ponderazione.
Tra i due gruppi decise di seguire coloro che erano diretti verso Candlekeep, dopo tutto quelle terre non le erano molto note e sarebbe stata un'occasione per apprendere di più.
Era da tempo che non viaggiava per via terra e che si allontanava da Baldur's Gate, forse colta da un pò di pigrizia si era adagiata nella monotonia quotidiana, quella spedizione risultò dunque essere per lei un "risveglio". Sentendosi viva e si mise all'opera nell'aiutare i compagni a mettere in sicurezza il campo e si rese conto su quanto fosse migliorata ad aggirarsi furtivamente, ma ancora molto vi era da imparare.

~Candlekeep~


Si svegliò poco prima dell'alba, affacciandosi dalla piccola stanza notò che la città aveva un fascino diverso alle prime luci mattutine. Si vestì e decise di fare una passeggiata mentre ancora tutti dormivano. Scoprì quanta attività vi fosse già a quelle ore, studiosi al lume di candela, monaci che si allenavano, altri che pregavano. Via via con il giungere delle luci tutto si risvegliò e tornando trovò i compagni già svegli, tutti avevano fatto una notevole dormita visto il viaggio stancante dei giorni precedenti.
Fu quella l'occasione per cercare il Saggio Gorion ed iniziare a districare alcuni dilemmi sui tomi scomparsi, chi e perchè aveva agito così?
Dì lì a poco la giovane venticinquenne si ritrovò insieme a tutti gli altri in una piccola cappella dedicata ad una delle divinità delle Conoscenza, qui il Saggio si dilungò su vari argomenti, sembrava la persona da cui saggiamente bisognava apprendere, il suo stesso volto trasudava di vita spesa sui libri e ben altro ancora.
Così si apprese circa una delle Profezie del noto Alaundo che in qualche modo sembrava esser collegato a quanto Amber e gli avventurieri stavano cercando.
Un aggrovigliar di nozioni, di parole, di Dei e quant'altro iniziò a rannuvolare la mente, che la portarono ai bei pensieri su un veliero a vele spiegate ed il sole che baciava le guance, si chiese per un istante cosa facesse lì in mezzo agli studiosi, ma poi rinsavì, notando la reazione del Saggio alla comparsa di una pergamena nel cofanetto offerto.

C'era troppo ancora da scoprire e il gruppo si avviò alla ricerca di un ennesimo carico scomparso, era diventata davvero una situazione tanto intricata?
Lo avrebbero scoperto di lì a poco, ma Amber si convinse sempre di più di voler andare a fondo nella questione.

Admin Fenice · 6/4/2025, 22:02:39

CITAZIONE (Kralizec @ 3/4/2025, 14:43) 
[...]

Quando infine ho affondato la forchetta in un pezzo della torta di mele di mia madre, una conversazione ha attirato la mia attenzione.
Le parole si sono insinuate tra i brusii, facendomi tendere l'orecchio. Ho posato lentamente la forchetta, la dolcezza della torta dimenticata sulle mie labbra.

Il cuore ha iniziato a battermi più forte.

*Forse ho trovato qualcosa di utile...*
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Beregost - Interno del Mago Rovente, tardo pomeriggio.
La luce ambrata del sole filtra dalle imposte, il fuoco crepita nel camino. Due mercanti, Galar e Ormen, si siedono a un tavolo d'angolo con due pinte di birra scura. Fuori, si sente il rumore di zoccoli e voci stanche. Entrambi indossano mantelli impolverati e portano cinture con borse ben chiuse.


Galar:
beve un lungo sorso e sospira
Almeno stavolta siamo arrivati interi, eh, Ormen? Ma tra Nashkel e il Passo del Leone… non ti nego che ho dormito con un occhio solo.

Ormen:
annuisce, gettando uno sguardo nervoso verso la porta
Hai sentito dell’attacco alla carovana di Marsember? Cinque carri, dieci uomini d’arme… spariti. Solo il carrettiere è tornato, mezzo impazzito, farfugliando di frecce nere e incantamenti.

Galar:
Frecce nere, dici? Non mi piace… troppo organizzati per essere solo predoni. Nessun brigante comune mette a tacere una scorta ben armata senza lasciar tracce.

Ormen:
Già. E vuoi sapere cosa ho sentito a Scornubel? Che in almeno tre di questi attacchi hanno trovato i sigilli delle case mercantili… e accanto, rune marchiate col fuoco. Rune zhentharim.

Galar:
si irrigidisce
Gli Zhentarim… Ma che ci fanno così a sud? Credevo si limitassero a Zhentil Keep e al Cormanthor. Se è vero, stanno allungando l’ombra loro anche sulle vie del commercio a sud del Chionthar.

Ormen:
O peggio, provano a soffocare le rotte di Baldur’s Gate. Se riescono a mettere le mani sui passaggi tra i Picchi delle Nuvole, controllano il traffico fra le Terre Centrali e l’Amn.

Galar:
con tono amaro
E noi in mezzo, come pedine. Se non fosse per quel gruppo di ranger che pattuglia le strade vicino ai Picchi, non so se saremmo qui a bere.

Ormen:
Per ora siamo fortunati. Ma se questi attacchi continuano, servirà ben più di qualche guardia reclutata all’ultimo minuto. Servono alleanze. Magari anche qualche mago disposto a rischiare la pelle, non solo a vendere pergamene stantie.

Galar:
alzando la pinta
Allora beviamo alla fortuna... e che gli Zhentarim marciscano nelle loro torri annerite. Che il prossimo carico arrivi sano e salvo.

Ormen:
brinda con un tintinnio secco
E che non si scordino che certi mercanti hanno amici... in posti molto meno ospitali di Beregost.



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Il sole cala oltre le scogliere del Mare delle Spade quando gli avventurieri tornano a Candlekeep. Le mura antiche della cittadella custodiscono silenziosamente i loro segreti, ma qualcosa nell’aria è cambiato.

Gorion non c’è.

I monaci li accolgono con rispetto, ma anche con sguardi preoccupati. Alla domanda sul vecchio saggio, un giovane accolito abbassa lo sguardo e sussurra:

«È partito nella notte col suo pupillo Abdel. Di corsa. Lo stiamo cercando anche noi... Non ha detto dove andava, ma… ha lasciato qualcosa per voi.
Se per caso aveste notizie, fatecelo sapere.»


Vengono condotti in una piccola stanza circolare, dove su un tavolo di legno antico giacciono due oggetti avvolti in velluto porpora: una tiara d’argento incastonata con un rubino che emana un debole bagliore, e un paio di occhiali incantati, sottili e perfettamente levigati, che sembrano riflettere la luce in modo innaturale.

“Per coloro che hanno camminato nel pericolo.” recita la nota vergata con mano elegante. “Il tempo stringe, ma la verità attende sotto veli di menzogne. Che questi strumenti vi aiutino a vedere ciò che è celato.”

La firma è chiara.
—Gorion

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Edited by Admin Fenice - 6/4/2025, 22:48

Kralizec · 7/4/2025, 15:26:44

-Dal Diario di Talmos [07 Tarsakh 1368] -
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Il sole cala pigramente oltre le colline, spargendo lingue di rame e cremisi sulle rocce polverose della Costa della Spada.
Cammino in silenzio in coda al gruppo, la mia veste porpora ondeggiante al ritmo dei miei pensieri.
Bertrand Ashford guida il cammino, lo scudo appoggiato sulla spalla come fosse pesante come una macigno.
Marianne parla a voce bassa con Kessie, immersi in chissà quali riflessioni, mentre Amber, Roknar, Gioele e Kas chiudono la fila, all’erta.
Nessuno però è rilassato.
Nessuno lo è mai davvero, da quando abbiamo messo piede a Candlekeep.

Abbiamo compiuto ciò che ci era stato chiesto: tre tomi, perfette copie richieste dal bibliotecario Redleaf di Baldur's Gate, ora riposano nello zaino di Bertrand, protetti come meglio si può.
Eppure qualcosa non torna. Il sentore del pericolo ci segue come un'ombra lunga.

A Beregost ho sentito cose.
Al Mago Rovente, tra una birra stantia e un cliente troppo ciarliero, è emersa una voce insistente: carovane attaccate, merci sparite, segni inequivocabili degli Zhentarim.
E i miei compagni, nel frattempo, hanno incrociato i servitori del dio dell’omicidio. Bhaal.

Troppe coincidenze.
Già troppi morti.
Penso a Gorion e a quel suo prediletto.

Lo "Spinato", come lo chiamo io, ha lasciato tracce. Una piuma nera, il simbolo inciso su un pugnale, sguardi che sembrano trapassare le tenebre stesse.
È sempre un passo avanti, come se sapesse. Ma cosa? È possibile che tutto questo clamore ruoti attorno ai tomi?
Tre libri che parlano di metallurgia ed alchimia, in pratiche ormai in disuso?

Oppure siamo solo le pedine, parte di una messinscena ben più ampia?

Mi sforzo di leggere tra le righe, di ricomporre il mosaico.
Eppure, più rifletto, più mi accorgo che le risposte non stanno nei tomi, né nei nemici che ci inseguono.
Le risposte camminano accanto a noi, nei volti della gente che incontriamo.
In ciò che sanno e non dicono.

E temo, con ogni fibra del mio essere, che quando arriveranno… non saranno risposte che ci piacerà udire.


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ritorno

|In una pallida alba primaverile, il gruppo in missione a Candlekeep, torna a Baldur's Gate.|



Edited by Kralizec - 7/4/2025, 16:31

Marianne Liverto · 7/4/2025, 18:45:48

Spoiler


Chiuse gli occhi e si inabissò nell’acqua calda, trattenendo il respiro mentre, per un attimo, cercava inutilmente di dimenticare il mondo attorno a sé.

Di problemi ne aveva già molti, e ora si trovava in uno ancora più grande e imprevedibile di quelli che già affrontava come giovane donna.
Riemerse con una smorfia di disappunto, mentre né il profumo di sapone né il piacevole tepore del vapore riuscivano a placarle la mente. Tutto tornava a quel momento. Agli occhi di quell’uomo, alle sue parole ferme. Alla mano che si muoveva per disegnare una virgola cremisi sul proprio collo, per donare a quel Dio morto la propria vita in cambio di niente.

Sospirò e si alzò in piedi, avvolgendosi nell’asciugamano. Poi osservò lo specchio appannato e, con la mano, sfiorò la superficie, rivelando a poco a poco i contorni del proprio viso.

Si fissò negli occhi, ma subito abbassò lo sguardo, come per sfuggire a qualcosa che non voleva affrontare.



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7 Tarsakh, 1368

Avevo sperato di guadagnare qualche moneta facile, ma invece questa situazione non fa che diventare sempre più complicata.

Già essere spiati subito dopo che il signor Redleaf ci ha consegnato il denaro non è stato un inizio particolarmente rassicurante, ma scoprire un’intera profezia collegata a uno dei libri che ci ha incaricato di recuperare è stata una pessima sorpresa.
Non che io dia molto peso a queste cose, ma se Gorion dice il vero — e l’ultima volta che una di quelle profezie di Alaundo si avverò gli Dei camminarono sulla terra — allora ho davvero motivo di preoccuparmi.

Credo siano come le chiacchiere a una festa, queste profezie: tante voci apparentemente scollegate, eppure l’una lega l’altra, fino a che le orecchie più attente non uniscono i punti, scoprendo chissà quali scandalosi segreti.

Spero davvero che siano meno capaci di quel che dicono, questi studiosi di Alaundo… perché anche una come me capisce che una ventina di discendenti di un dio defunto che si occupava di omicidio non siano affatto una buona notizia.
Soprattutto dopo che, per una piccola missione accettata tanto per far qualcosa, il nome di questo dio morto torna a farsi sentire con prepotenza.

Gorion ci ha mandati a cercare un carro diretto a Candlekeep, promettendoci qualche ninnolo che — non lo nego — mi aveva fatto gola. E il carro, lo abbiamo trovato davvero.

Assieme al cadavere orrendamente sventrato del cocchiere, vittima di qualche omicidio rituale su cui i miei amici non hanno potuto fare a meno di indagare.
Li ho seguiti, anche solo per non restare sola… e purtroppo Kessie è bravo in queste cose.
Li abbiamo trovati mentre cuocevano un cuore, ridendo e parlando proprio di Bhaal, il Signore dell’Omicidio.

Per fortuna erano più portati a tendere imboscate che a subirle, e li abbiamo sorpresi mentre cercavano di concludere quella cena orrenda. Li abbiamo uccisi quasi tutti, e ferito gravemente uno.

Quando lo vidi, parlava del suo dio morto e sepolto come se niente intorno a lui contasse.
Volevo provare a medicarlo, per poi farlo parlare in qualche modo… ma non feci nemmeno in tempo a decidere come agire, che quel miserabile si recise la gola piuttosto che rischiare di lasciarsi sfuggire qualcosa.

Lo vidi morire ad un palmo dal naso, mentre un senso di vuoto mi riempiva lo stomaco
Mi sono immaginata al suo posto, a morire sola in quel bosco, di una fine insensata.
Senza scopo, se non distruggere — e finire distrutta nel tentativo.

Quel pensiero mi ha terrorizzata.
Mi sono resa conto di quanto tema morire come una nullità… e quel pensiero non la smette di torturarmi.

Come se non bastasse, al ritorno non c’era traccia di Gorion, e Talmos è tornato con informazioni su attacchi e voci di coinvolgimento da parte degli agenti Zentharim.

Non è più un caso isolato.
Ma non riesco a leggere questa situazione. Non capisco cosa abbia turbato Gorion tanto da spingerlo a sparire. Non capisco cosa stia succedendo nelle strade, né chi ci sia coinvolto.
Non so più nulla, tranne che forse ci siamo immischiati con persone molto pericolose, e che ci attendono mesi difficili, finché tutto questo non si risolverà… in un modo o nell’altro.

E in tutto questo, non capisco più cosa dovrei fare io.

Detesto questa situazione.



Edited by Marianne Liverto - 8/6/2025, 02:02
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